Guida all'acquisto dell'idropulitrice parte 1: scegliere l'idropulitrice
Quando si tratta di scegliere un'idropulitrice, al momento dell'acquisto, ci sono diversi fattori da considerare. Le caratteristiche sono molte, ma le prime cose da valutare sono la pressione dell'acqua in uscita e il volume di acqua erogato per unità di tempo.
Uno dei fattori che determinano l'efficienza dell'idropulitrice in base al lavoro che bisogna svolgere è la pressione in uscita. Questa si misura in bar e rappresenta la potenza con cui l'acqua si andrà a scagliare sulla superficie.
In genere le idropulitrici che hanno una pressione inferiore a 190 bar sono ideali per lavori leggeri e medio-leggeri come la pulizia di elementi di arredo esterni, automobili, marciapiedi, vialetti, cortili, recinzioni, etc.
Le idropulitrici adatte a lavori più pesanti hanno invece una pressione in uscita superiore ai 200 bar e vanno bene per una molteplicità di lavori tra cui la pulizia di vialetti o aree più ampie come strade, e per la preparazione delle superfici per la verniciatura. Ci sono poi anche idropulitrici idonee a lavori molto duri, con una pressione di oltre 230 bar.
In linea di massima, una pressione maggiore garantisce un maggior potere di pulizia ma attenzione: alcune superfici non reggono una pressione troppo elevata. E' il caso di superfici smaltate, nelle quali la vernice potrebbe rovinarsi.
Oltre alla pressione in uscita un altro fattore da considerare nell'acquisto di un'idropulitrice è la portata.
La portata rappresenta il volume dell'acqua fornito dalla macchina, misurato il litri all'ora (l/h). Una maggiore portata permette un risciacquo più rapido delle superfici.
Questi due fattori, pressione e portata, indicano il livello di pulizia che garantisce l'idropulitrice:
alti livelli di pressione e portata permettono una pulizia più profonda e un miglior lavaggio di punti difficili da raggiungere. Ma attenzione: non tutte le superfici possono reggere una pressione elevata e utilizzare grandi volumi di acqua per lavori minori è un grande spreco.
Molti modelli, per garantire una maggiore flessibilità negli utilizzi, hanno un regolatore di pressione.
Altre specifiche delle idropulitrici: cosa differenzia un'idropulitrice dall'altra?
La pompa: alcune idropulitrici hanno una pompa a 3 pistoni che si muovono con un sistema a biella-manovella. Queste sono ideali per lavori più gravosi ed in generale per un utilizzo professionale. Altri modelli hanno invece una pompa a tre pistoni comandati da un piattello oscillante, che si definisce pompa assiale, e sono adatti ad utilizzi meno intensi.
La testina, che può essere per alta o per bassa pressione. Molti modelli danno la possibilità di selezionare la modalità.
Il getto: a ventaglio, dritto o rotante (che combina la potenza dello spruzzo con un movimento circolare), per alta e bassa pressione, regolabile.
Il serbatoio detergente: che può essere incorporato o esterno.
La protezione termica del motore: per evitare rischi di surriscaldamento.
La possibilità di regolazione della pressione: che rende l'idropulitrice adatta a una molteplicità di lavori e di superfici, permettendo all'utilizzatore di agire con maggiore delicatezza sulle superfici smaltate.
Acqua fredda o acqua calda: per lavare superfici sporche di grasso, e in generale nelle quali lo sporco necessita di essere sciolto si usano idropulitrici ad acqua calda in cui l'acqua viene riscaldata grazie ad una caldaia con bruciatore a chiocciola generalmente azionato da motore elettrico indipendente.
Il motore: elettrico o a scoppio
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